Gli errori e gli orrori di web design più diffusi

The World's Worst Website mostra un compedio di errori e di orroriNavigando in rete spesso e malvolentieri capita di imbattersi in siti che colpiscono per la bruttezza del loro design e dell’impatto estetico in generale.
In parte si tratta di residui degli anni ’90, quando l’ormai mitica figura del “webmaster” puntava con l’entusiasmo del neofita a conquistare i navigatori a suon di colori fosforescenti e immagini animate, ma non è raro trovare delle recentissime “perle di bruttezza”, segno che, nonostante la diffusione e la disponibilità di informazioni, studi e linee guida in materia di usabilità e design, il cattivo gusto e web designer improvvisati continuano ad agire indisturbati.
Ecco quindi, tra il serio e il faceto, una nostra personale classifica degli errori e degli orrori più diffusi (è più inguardabili) in rete.
Una sola precisazione: non abbiamo considerato i siti personali, sicuramente sviluppati in casa e in tutta buona fede, di coloro che vogliono pubblicare foto delle vacanze. Purtroppo l’orrore che raccontiamo imperversa ancora su siti sviluppati a scopo professionale…

Le animazioni

Gif animate, clip art ballerine, banner lampeggianti, addirittura sfondi animati: il preconcetto che tutto quello che si muove, saltella, lampeggia o rimbalza, possa attirare l’attenzione degli utenti è sempre vivo e merita il primo posto in classifica.
Poco importa che ormai sia risaputo che gli oggetti in movimento non attraggono ma distraggono, poco importa che possano anche infastidire fino a provocare crisi epilettiche nei soggetti predisposti (la Legge n. 4 del 2004 “Disposizioni per favorire l’accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici” ne consiglia l’abolizione o almeno il controllo della frequenza di lampeggiamento), l’animazione è dura a morire.
Meritano una menzione particolare anche i testi animati: veri e propri paragrafi che scorrono o lampeggiano rendendone totalmente impossibile la lettura.

Orrori di grafica

È sicuramente il contesto in cui il cattivo gusto può farla indisturbato da padrone.
Citiamo solo alcuni degli orrori più diffusi che è imperversano in rete in grande quantità:

  • Immagini con effetti bombati, sfumati, rialzati, a pulsante, a bottone, ecc…
  • Sfondi decorati, colorati da mal di testa, senza contrasto con il testo, in legno o marmo, in tessuto tartan come a disegni cachemire, perché il web designer con cattivo gusto è sempre un po’ anche un sarto o un arredatore mancato.
  • Tabelle usate per ogni cosa, bordi spessi colorati, celle fluorescenti, tutto il peggio che si può ottenere usando (male) excel riportato sulle povere pagine web.

Orrori testuali

Anche il testo può generare ilarità (o disgusto) e contribuire a dare al sito quell’inconfondibile aspetto di “fatto in casa” dal mitico cugino che è bravissimo con il computer.
Pensiamo a tutti i modi sbagliati con cui ci si può rivolgere agli utenti, cioè a frasi come:

  • Clicchi qui, entra qui, clicca questo link, fare click qui, … e tutte le possibili locuzioni di lapalissiana inutilità;
  • Lavori in corso, under construcion, coming soon, … e tutte le frasi di “scortesia” che in genere restano pubblicate per anni;
  • Link utili, avvisi importanti, ultime novità, web online, … locuzioni pleonastiche logicamente superlue.

Interessante anche la scelta dei font: dall’immarcescibile Comic Sans, al combinarsi di più font diversi nella stessa pagina, fino al font che si vede solo sul computer del sedicente web designer.

Segnaliamo anche la sindrome del CAPS LOCK CHE CONSISTE NELLO SCRIVERE INTERE FRASI IN MAIUSCOLO ILLUDENDOSI CHE ABBIANO MAGGIOR RILIEVO, con le sue possibili declinazioni nella sindrome del grassetto o nella sindrome del corsivo o nella sindrome del testo lungo che è tutto un unico link.

TUTTE E 4 LE SINDROMI POSSONO COESISTERE IN UN UNICO TESTO MAGARI IN COMIC SANS (E NON LO FACCIAMO LAMPEGGIARE PERCHÈ SIAMO BUONI)

La pagina di introduzione

Inutile, dispersiva, irritante, spesso realizzata in flash, quasi sempre mal indicizzata dai motori di ricerca, la intro page non si arrende alla naturale estinzione e suscita in noi da anni sempre la stessa domanda: perché continua ad esistere?

Finestre e pagine

Sarà un caso, ma molti dei siti che possiamo tranquillamente definire brutti aprono un numero smisurato di finestre e finestrelle; questo comportamento è figlio dell’erronea credenza che più finestre si aprono più il sito appare ricco di contenuti così come più click deve fare lo sfortunato utente per raggiungere l’informazione desiderata più i contenuti sembrano interessanti e accurati.

La musica

Proviamo a immaginare la seguente situazione: grande ufficio open space, silenzio assoluto, tutti concentrati davanti al proprio monitor quando, improvvisamente, dalle casse di un ignaro navigatore parte una musica “a palla”. Poche cose possono essere più fastidiose e imbarazzanti.

 Il contatore

Posizionare un contatore degli accessi sulla home page del proprio sito, il caro e vecchio Shinystat ad esempio, è come lasciare il cartellino del prezzo attaccato ad un regalo.
Se poi gli accessi sono anche pochi la brutta figura è doppia.

Fiorella Sina
Nea Mesa Comunicazione

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