Chi è il vero proprietario del tuo sito internet?

Può sembrare una domanda scontata – se conosci la risposta, lo è di sicuro almeno per te – eppure nel nostro lavoro ci imbattiamo molto spesso in persone che non hanno la minima consapevolezza riguardo all’effettiva proprietà del “loro” sito web.
Purtroppo è ancora molto diffusa l’idea che un sito internet stia appunto “su internet” e non tutti conoscono la differenza tra l’acquisto del dominio e l’acquisto dell’hosting [approfondisici: Dominio, hosting e server: cosa sono e a cosa servono] e tendono a vedere la cosa come un pacchetto unico spesso fornito dall’agenzia che si occupa della realizzazione del sito.
I problemi arrivano inevitabilmente nel caso in cui il cliente si trovi a dover rinnovare dominio e hosting senza passare attraverso l’agenzia che ha realizzato il sito.

Il WHOIS dà l’accesso alle informazioni di uno specifico dominio internet, riportandone il proprietario effettivo e il provider che lo gestisce.
Vuoi sapere a chi è intestato il tuo sito? È semplicissimo: vai su https://www.whois.net/ e digita l’url del tuo sito.

Vediamo qualche scenario possibile:

Cosa succede se l’agenzia che ha sviluppato il sito ha registrato a suo nome quello che credevi essere il tuo dominio?

L’agenzia risulta registrante e quindi proprietaria del dominio e può rifiutarsi di fornirti il codice per il trasferimento del sito, puoi obiettare che il sito è tuo perché l’hai pagato, perché parla della tua azienda e i contenuti sono tuoi, ma il dominio non è registrato a tuo nome e ti si prospetta una lunga e costosa causa legale per far valere i tuoi diritti.

I contenuti del sito di chi sono?

Dipende da tanti fattori:

  • dalla tecnologia con cui è stato realizzato il sito, se Open Source o proprietaria
  • da chi ha fornito e/o rielaborato i contenuti (testi, immagini, video, etc.)
  • dalla tipologia di attività svolte per il sito (piano SEO, servizi di aggiornamento o assistenza, etc.)
  • dal tipo di contratto che il committente ha stipulato con l’agenzia (una tantum, annuale, etc.)

è fondamentale che i dettagli sulla proprietà del sito, della tecnologia utilizzata e dei contenuti siano chiariti per iscritto prima dell’avvio del lavori.

Il sito fisicamente dov’è?

Di solito le agenzie web acquistano uno spazio hosting (o un server) presso un fornitore di fiducia (o possiedono una loro serverfarm), ma non è detto che siano disponibili a condividere con il cliente le credenziali di accesso all’area di amministrazione all’interno della quale gestiscono anche siti di altri clienti.
Anche in questi casi ben vengano i “patti chiari amicizia lunga” prima dell’inizio lavori.

E se ho realizzato il mio sito su una piattaforma gratuita?

Ti invito a leggere Pasti gratis siti gratis.

E se mi sono fatto fare il sito da mio cugino che nel frattempo ha cambiato casa e ha perso tutte le password?

Come lavoriamo noi di Nea Mesa

Alcuni semplici punti sulla nostra gestione abituale della questione “proprietà”:

  1. Il dominio viene intestato sempre al cliente che ha pieno diritto di chiederci il codice per il trasferimento in qualsiasi momento
  2. Se il cliente non ha già un piano di hosting attivo o se quello che ha non è compatibile con il sito che svilupperemo, proponiamo alcuni fornitori di hosting adeguati e lasciamo che sia il cliente a scegliere vagliandone i preventivi
  3. Già in fase di offerta mettiamo nero su bianco chi fa cosa e chi è proprietario di cosa.
  4. I siti internet che noi realizziamo appartengono al cliente (salvo casi molto particolari e sempre formalizzati prima dell’avvio dei lavori)
  5. Non ci sono sorprese sui costi: specifichiamo sempre per iscritto quali sono i costi una tantum e quali i costi periodici (ad esempio dominio e hosting di solito sono annuali)

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In conclusione, la parola chiave deve essere consapevolezza, sappiamo che per molti clienti termini come hosting e dominio possono sembrare ostici, ma è bene avere le idee chiare su cosa sono, sulla proprietà e sui reciproci diritti e doveri onde evitare di incorrere in spiacevoli inconvenienti e in spese impreviste.

Fiorella Sina
Nea Mesa Comunicazione

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