Pasti gratis siti gratis

Don't panic è tutto gratis“ — Signore — disse il Terrestre — avete usato prima una strana parola, di cui non ho capito il significato.
— Dammi pure del tu e chiamami Mannie, come si usa sulla Luna, ora che i ragazzi se ne sono andati. Che parola?
— Quando avete… quando hai insistito perché anche la ragazza, Tish… pagasse la sua parte.
— Ah, Transtaafl. Vuol dire: Non esistono pasti gratis. Ed è proprio così — aggiunsi indicando l’insegna Pranzi gratuiti che campeggiava su una parete del locale — altrimenti questi rinfreschi ci costerebbero la metà. Volevo ricordarle che tutto quello che si ottiene gratis, prima o poi viene a costare il doppio, oppure non vale niente.
— Una filosofia interessante.
— Non è filosofia, sono fatti. In un modo o in un altro, bisogna pagare per quello che si riceve. “
La Luna è una severa maestra” – Robert Anson Heinlein – 1965

“Se uno s’impegna può star male ovunque”
Roberto Freak Antoni

Quelli che l’ha detto il telegiornale, oh yeah!

Enzo Jannacci – 1975

Premessa

Questo post non ha alcuna pretesa di professionalità. Non pretende di sembrare un’analisi condotta rigorosamente, anche perché sarebbe un’analisi tanto parziale quanto strumentale. Anzi, non ha pretesa alcuna se non quella di essere polemico. E’ uno sfogo insomma, e niente di più. Se poi qualcuno vuole vederci qualcosa in più, nel bene o nel male, ben venga.

Quelli che ti fanno il sito gratis, oh yeah!

Questo aneddoto risale a qualche anno fa, parecchi ormai. Non so se la società a cui mi riferisco esista ancora, per cui, giusto per cautela, non ne farò il nome. Accadeva dunque che cittadini più o meno illustri ricevessero una telefonata nella quale gli si annunciava che, in riconoscimento di una loro vera (o quanto meno da loro stessi ambita) posizione nella società, l’illuminata direzione della casa editrice chiamante sarebbe stata onorata di offrire loro in dono la magnifica enciclopedia, favolosa opera interamente illustrata con immagini e foto, composta da 20 volumi.
L’ambito dono richiedeva solo una formalità, l’impegno del premiato ad acquistare gli irrinunciabili aggiornamenti pubblicati periodicamente (che Enciclopedia è se non viene aggiornata). Tale formalità veniva comunicata con tutte le cure del caso dall’incaricato dell’editore all’atto della consegna del presente. Una firma, giusto una per accettare il regalo e tutta la vita a pagare di aggiornamenti. Un mio amico di allora, pittore di discreta fama, dovette ricorrere all’aiuto di un legale dagli istinti sanguinari per liberarsi…

Aneddoto un po’ lungo, lo ammetto, solo per dimostrare che in fondo nulla di nuovo si muove sotto il sole, anche senza arrivare ad estremi come quelli sopra descritti.
Comunque, nella tipologia di “gratis” qui considerata accadono spesso queste cose:

  • Il sito è gratis. Pagherete solo l’attività SEO (e la pagherete, eccome…). Quale attività di SEO? Ma perdiana, quella che fa sì che se digitate il nome completo della vostra azienda su GOOGLE comparirete fra i primi!
  • E la qualità del sito? Ma che pretendete, è gratis. Per regalarvelo devono pagare il meno possibile il ragazzetto che lo mette assieme. Che poi che vuole ‘sto brufoloso, un’occasione così che fa curriculum e vuole pure essere pagato…

Quelli che vieni sul nostro sito e ti fai il sito da solo, sempre gratis, oh yeah!

Beh, diciamo che rispetto al caso precedente tutto sommato si casca un po’ meglio. Forse. Chissà perché, però, in molte di queste offerte è difficile leggere le condizioni contrattuali PRIMA di iscriversi al servizio.
Comunque, spigolando qua e là nelle condizioni da accettare ci sono cose tipo:

  • I servizi gratuiti possono essere modificati in qualunque momento. In tal caso l’utente non può rivendicare la continuazione di tali servizi.
  • L’offerente si riserva il diritto di cancellare irrevocabilmente il sito, i contenuti corrispondenti e di bloccare l’accesso a …, se un utente non effettua l’accesso alla sua pagina per 180 giorni…
  • … contiene pubblicità. L’utente non è autorizzato a nascondere, modificare o eliminare tale pubblicità…
  • I siti web sono pubblicati in sottodominio . L’utente non è autorizzato a reindirizzare un dominio esterno al suo sito, in particolare a mostrare il sito in un sito esterno (per es. integrazione per Frame o Iframe).
  • … Accettando queste condizioni generali di utilizzo l’utente affida a … pieni poteri rispetto alla rescissione del contratto.

E così via.
Niente di strano, comunque. In fondo è GRATIS. E nulla da eccepire se si sceglie questa via consapevoli dei limiti che impone, soprattutto se lo scopo ultimo è di farsi il sito del proprio matrimonio…
Altro ci sarebbe da dire, ma lo scopo annunciato di questo post non è in fondo così serio: lasciamo ad altri, che hanno già detto con maggiore profondità e soprattutto con correttezza, per esempio qui (http://gamu.it/155/strumenti-lavoro-risorse/creare-sito-web-convengono-portali-creazione-siti/) il merito che loro spetta.

Quelli che non ti preoccupare faccio tutto io per cento euri, oh yeah!

D’accordo, qui usciamo un po’ dal seminato. Non è proprio gratis, ma quasi… Quindi mi arrogo il diritto di infilare – un po’ a forza, vabbe’ – nella trattazione questi personaggi, che un po’ ci inteneriscono e tanto ci fanno adirare quando li incrociamo. Gente che a volte per sbarcare il lunario a volte per arrotondare la paghetta settimanale ripercorre le tracce perdute della ormai mitica figura del “webmaster“, il signore del web. E lo fa proponendo i propri servigi “all inclusive”, dalla grafica all’implementazione, dall’hosting all’e-commerce a prezzi il cui livello di improbabilità sosterrebbe la nave spaziale di Zaphod Beeblebrox in qualunque viaggio interstellare.
Sono quelli che nei forum paraprofessionali (e a volte anche in quelli professionali) esordiscono con “Ciao raga! Premetto che non so nulla di CMS, PHP e HTML…” e continuano con “stò (sic) facendo un sito di e-commerce per un cliente…”. Un CLIENTE? Sì, hanno dei clienti. Perché stupirsi, anche un famigerato venditore televisivo dalla pronuncia blesa che proponeva a 99.999 Lire presunti smeraldi di cava del valore di altrettanto presunti milioni aveva dei clienti.
Però, alla luce del ricordo del venditore di smeraldi, forse il problema non sono costoro (l’ho già detto, in fondo ci fanno persino un po’ di tenerezza). Forse il problema sono i clienti. Quelli che poi ti chiamano dicendo: “Ho un sito di e-commerce, tutta la mia attività è basata su quello, ma non funziona niente e chi me l’ha fatto si è trasferito in Messico e non è più rintracciabile. Pensare che l’ho PAGATO 600 EURO!” (tutto vero, credeteci).
Il guaio è che quando succedono queste cose ormai il danno è fatto. Il “webmaster” ha colpito ancora. E il cliente di cui sopra non terrà minimamente in conto l’esperienza negativa, ma cadrà in deliquio (di solito si fingono morti meglio di un opossum) se proverete a chiedere un prezzo di mercato per realizzargli un prodotto funzionante. E, peggio ancora, quando un altro potenziale cliente, verosimilmente intimo del cliente di cui sopra, vi chiederà un’offerta, non avrà alcun dubbio leggendone l’importo. Vi dirà – tronfio della propria conoscenza del mercato – “Ma un mio conoscente ha speso meno di un terzo!”, aggiungendoci anche una punta di indignazione…

Brevi conclusioni

Nonostante tante autorevoli voci sostengano che non esistono pasti gratis, pare che in molti si ostinino a credere che esistono eccome, o quanto meno esistano a prezzi molto molto al di sotto del loro valore. E’ pur vero che per alcuni i pasti gratis esistono, eccome se esistono. Ma non sono veramente gratis, perché in un modo o in un altro il conto qualcuno lo paga. Quindi, è proprio vero. Non esistono pasti gratis.


PS:
TANSTAAFL è l’acronimo di There ain’t no such thing as a free lunch, usato da Henlein nel suo romanzo. Con altre e ben più complesse implicazioni il concetto è spesso citato in relazione a due economisti, J.M.Keynes e Ludwig von Myses. Ultimamente è stato ripreso, ovviamente a sproposito, da alcuni militanti alquanto fighetti di un nostrano partito politico tanto influente quanto irrimediabilmente fighetto.
Per quanto mi riguarda volevo solo citare Heinlein, Jannacci e Roberto. Senza dimenticare Douglas Adams. Nessuno di loro calca più la polvere di questa terra, ma non fatevi prendere dal panico.
Basta ricordarsi che “ […] nel caso ci fosse un’inesattezza tra quanto riportato nella Guida e la Vita, […] in realtà è la vita ad essere inesatta”.

Fabio Bosso
Nea Mesa Comunicazione 

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