Qualche giorno fa stavo parlando con un cliente che aveva bisogno di alcune indicazioni per mettere in evidenza le sue peculiarità professionali sulla pagina Facebook aziendale e sul sito, quando gli ho suggerito come raccontarsi in maniera efficace lui mi ha fatto notare che aveva l’impressione di trovarsi a uno speed date, cioè un appuntamento al buio in cui in 1 minuto la persona che è seduta davanti a te deve decidere se ti trova interessante oppure no.
È vero la comunicazione su internet, su Facebook in particolare, è del tutto paragonabile a uno speed date, solo che in rete non hai 1 minuto per farti notare, ma poco più di 1 secondo.
In circa 1 secondo, scorrendo una bacheca fitta di foto, articoli e post promozionali, i tuoi potenziali clienti decidono se vale la pena soffermarsi sul tuo post o se passare oltre ignorandoti.
Come si fa ad attirare l’attenzione di uno sconosciuto in 1 secondo o poco più?
Proviamo ad elencare quali carte potremmo giocarci se fossimo davvero a uno speed date:
- L’aspetto esteriore: certo la bellezza attrae sempre, possiamo quindi puntare su una bella immagine a corredo del nostro post,
MA la bellezza è soggettiva, si sa che “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”, quindi molto probabilmente nemmeno le foto di gattini che imperversano in rete piacciono a tutti. - Lo humor: fare i simpatici funziona socialmente e spesso premia anche sui social,
MA nemmeno la simpatia è un valore oggettivo, inoltre non tutti gli argomenti che trattiamo ci permettono un approccio spiritoso scevro da possibili critiche o fraintendimenti. - Il contenuto: avere argomenti di buon livello da comunicare è fondamentale nel mondo reale come nel mondo virtuale,
MA anche qui cadiamo nell’impossibilità di generare un contenuto che sia ritenuto interessante in maniera universale. - La tenerezza: arma molto usata in amore come in rete spesso anche con buoni risultati
MA non a tutti piace, anzi a quelli che la detestano scatena crisi di orticaria e attenzione a non peccare mai di incoerenza.
Qualsiasi cosa facciamo rischiamo inevitabilmente di cadere nella soggettività della percezione, del gusto e degli interessi dei nostri interlocutori.
Come se ne esce dunque?
La parola chiave è una sola: target.
Spesso siamo così impegnati a curare forma e contenuto che ci dimentichiamo di riflettere su cosa vogliamo esattamente ottenere dal nostro post e su chi sono i nostri interlocutori.
Quando chiedo ai miei clienti “a chi volete rivolgervi?” quasi sempre mi sento rispondere “a tutti” ed è chiaro che quel “tutti” è una risposta che non porta da nessuna parte.
Il bacino di utenza del nostro prodotto o servizio va analizzato, approfondito, segmentato e ristretto fino a raggiungere coloro che sono realmente interessati a noi e interessanti per il nostro business.
Anche le inserzioni a pagamento di Facebook funzionano con questa logica: ci consentono di definire un target con precisione e più accurata sarà la caratterizzazione maggiore sarà il successo della nostra campagna.
Più a fondo conosciamo i nostri interlocutori più abbiamo strumenti per coinvolgerli con post che siano davvero interessanti per loro.
Dopo averli coinvolti avremo finalmente occasione di indirizzarli a compiere l’azione che desideriamo, i lettori diventeranno utenti attivi dando inizio al percorso di trasformazione da utenti attivi a clienti.
Come avviene quest’ultimo passaggio sarà argomento di un altro post, iscriviti alla nostra newsletter per rimanere aggiornato.
Fiorella Sina
Nea Mesa comunicazione
