APP, WEBAPP, WEB MOBILE storia di una crisi di identità

APP, WEBAPP, WEB MOBILEBreve tragedia

Personaggi
APP
WEBAPP
APP IBRIDA
SITO WEB (MOBILE)
Un signore


APP (Col birignao)
Io sono nativa, sono creata apposta per il mio device e posso fare qualsiasi cosa.

WEBAPP (Vagamente petulante)
Io no, non sono nativa, però posso fare molte cose. E poi vado d’accordo con tutti i sistemi. E allora?

SITO WEB MOBILE (Visibilmente depresso)
Io non so più chi sono.

APP (In tono pedante)
Io dialogo con il GPS, la fotocamera, l’accelerometro, la lista contatti, utilizzo le Notifiche push e funziono anche offline…

WEBAPP (Sempre più petulante)
Sì, sì, e fai il caffè e porti fuori il cane quando piove.
Capirai, “funziono anche offline”.
Cosa credi, anche io so fare un sacco di cose e ne saprò fare sempre di più!
E poi io posso essere bella quanto te. Solo che a ritoccarmi l’interfaccia io ci metto un attimo e tu ci metti dei mesi…
Anche io posso stare offline…
…più o meno (mormora a bassa voce)

APP (Un po’ istericamente)
Ma se sei un sito web con un po’ di css e qualche javascript…

SITO WEB MOBILE (Senza alzare lo sguardo da terra)
Qualcuno mi ha chiamato?

APP e WEBAPP (Insieme)
No!

APP IBRIDA (Sbattendo le ciglia)
Ciao. Io sono ibrida.

APP (Acida)
Oddio, la smorfiosa mezzosangue. Ci mancavi solo tu.

WEBAPP (Scocciata)
Sì, giusto per far confusione, come se non ce ne fosse già abbastanza.

SITO WEB MOBILE (Sorseggia da una fiaschetta da tasca. È visibilmente sbronzo)
Mi sento sempre peggio e nessuno mi capisce…

Il battibecco si interrompe prima che le app vengano alle mani perché sullo sfondo entra un signore e attraversa il palcoscenico. Parla fra sé e sé.

SIGNORE
“E se invece io creassi una Web App? Perché se creassi una Web App, questa potrebbe funzionare su un sacco di telefoni diversi, tanto per cominciare, perché tutti gli smartphone hanno all’interno un browser Web, e tale app potrebbe funzionare anche su un sacco di Tablet diversi, e poi sui computer portatili, perché è standard. Sarebbe parte di una comunicazione pubblica, parte di un registro pubblico, la gente potrebbe commentarla e metterla su Twitter” *

Esce di scena e scompare.
Sipario


Sì, sotto i cieli del web e dintorni c’è un gran confusione. Il che, smentendo il presidente Mao, il quale peraltro si riferiva a ben altri contesti, non è sempre un bene.
Comunque proviamo a mettere ciascun personaggio al posto che gli spetta:

APP

Applicazione mobile nativa. Può avere anche poco o niente a che fare con il web. È un’applicazione creata specificamente per un determinato dispositivo smartphone o tablet e viene installata direttamente sul dispositivo stesso.
Lo sviluppo deve essere condotto ad-hoc per ciascuno dei sistemi operativi (IOS, Android, Blackberry e Windows Mobile) verso i quali è diretta. Di fatto è l’equivalente (almeno concettualmente) di un vero e proprio programma, come quelli che ci installiamo sul pc di casa.

WEBAPP

In fondo è vero: è una pagina (o più pagine) web. Ma con qualcosa in più, poiché lo sviluppo delle tecnologie web (HTML5, Javascript, Ajax ecc.) ha fatto sì che molte delle funzionalità e delle modalità di interazione introdotte dalle APP vere e proprie siano ormai riproducibili anche in una webapp. Con una certa cautela possiamo dire che anche la fatidica disponibilità offline non sia più tabù per questa categoria di prodotti (Una bella spiegazione del perché adottare le cautele di cui sopra qui: http://alistapart.com/article/application-cache-is-a-douchebag).

 APP IBRIDA

L’ingeneroso appellativo di “mezzosangue”, absit iniuria verbis, contiene anche qui un fondo di verità. L’app ibrida combina tecnologie di sviluppo native con soluzioni web-based. Il core dell’applicazione è realizzato in HTML5, e inserito in un “guscio” sviluppato in codice nativo che facilita l’integrazione con il sistema operativo del device, come le notifiche push e il canale di distribuzione.

SITO WEB MOBILE

Ebbene sì. Anche il povero sito web con le opportune attenzioni può ritrovare la propria identità. Non sarà mai una app (né vuole esserlo), ma se gli si dedicano le cure e le attenzioni opportune può essere progettato e realizzato in modo tale da assumere la veste giusta per ogni dispositivo che abbia un browser per ospitarlo: desktop, tablet o smartphone che dir si voglia. E con qualche tocco in più può diventare una webapp (così la crisi di identità non gli passerà mai, ma in fondo non è un nostro problema).

In sintesi

  • Se avete o volete un sito web pretendete che sia anche mobile. [Vedi anche: Perché avere un sito mobile?]
  • Se pensate di dover veicolare dei contenuti (anche complessi) e permettere all’utilizzatore interazioni relativamente semplici con l’applicazione la webapp va benissimo. Il ciclo di sviluppo e di evoluzione della webapp è molto meno costoso di quello delle app native.
  • Se quello che vi serve sono interazioni particolarmente avanzate con il device la app nativa (o ibrida) potrebbero esser l’unica soluzione.

Fabio Bosso
Nea Mesa Comunicazione 


* Tratto da una versione estesa dell’intervista a TIM BERNERS LEE apparsa in formato ridotto su Repubblica il 14 novembre 2011
Fonte: http://www.chefuturo.it/2012/06/happy-birthday-mister-web-intervista-definitiva-a-tim-berners-lee/

Hai trovato utile questo articolo? Condividilo 🙂

2 pensieri su “APP, WEBAPP, WEB MOBILE storia di una crisi di identità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* Devi selezionare la casella Accetto per inserire il tuo commento.

*

Accetto l'informativa sulla privacy e il trattamento dati personali

− 3 = 5