{"id":986,"date":"2016-09-09T15:49:45","date_gmt":"2016-09-09T13:49:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.neamesa.it\/blog\/?p=986"},"modified":"2016-09-09T16:10:22","modified_gmt":"2016-09-09T14:10:22","slug":"segreto-comunicazione-efficace-stupire-o-rassicurare","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.neamesa.it\/blog\/segreto-comunicazione-efficace-stupire-o-rassicurare\/","title":{"rendered":"Il segreto per una comunicazione efficace: stupire o rassicurare?"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.neamesa.it\/blog\/segreto-comunicazione-efficace-stupire-o-rassicurare\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-987 size-full\" src=\"http:\/\/www.neamesa.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/segreto-comunicazione-efficace.jpg\" alt=\"segreto comunicazione efficace\" width=\"300\" height=\"233\" \/><\/a>La domanda posta nel titolo mi frulla in testa gi\u00e0 da qualche tempo, tant\u2019\u00e8 che, documentandomi e riflettendoci su, ho messo insieme una serie di considerazioni in merito che mi piace condividere sul nostro blog.<br \/>\nVoglio iniziare con la citazione di uno che di comunicazione se ne intendeva, ovvero <strong>Umberto Eco<\/strong>, che cos\u00ec scriveva:<!--more--><\/p>\n<blockquote><p>Il discorso pubblicitario riesce convincente solo l\u00e0 dove gioca su sistemi di attese (opinioni, propensioni emotive, stereotipi ideologici e di gusto) gi\u00e0 assestati. In altri termini, il discorso pubblicitario riesce a convincere l&#8217;utente solo di ci\u00f2 che esso conosce (crede) o desidera gi\u00e0.<\/p><\/blockquote>\n<p>(<em>Analisi semantica di un caso pubblicitario<\/em>, in Sipra, 1, 1972).<br \/>\nStando a quanto scriveva Eco, opinione condivisa da quasi tutti i luminari della comunicazione pubblicitaria, <strong>l\u2019atteggiamento dei creativi che non rischiano mai e preferiscono navigare lungo la costa del conosciuto e del rassicurante parrebbe vincente<\/strong>.<br \/>\nEd ecco quindi che in concomitanza con l\u2019uscita dell\u2019ultimo attesissimo episodio di Star Wars, almeno una decina di aziende, diverse per natura e prodotti pubblicizzati, sfrutta il trampolino dei cavalieri Jedi e del Lato Oscuro, quando poi tornano in auge i Pok\u00e9mon tutti i profili social di aziende e professionisti si riempiono di simpatiche creature aliene per attirare l\u2019attenzione degli utenti, e avanti cos\u00ec dietro a nuove tendenze e grandi ritorni.<\/p>\n<p>Sicuramente <strong>far leva su qualcosa di estremamente popolare<\/strong> in un determinato periodo significa condurre l\u2019utente verso il gi\u00e0 conosciuto <strong>sfruttando una notoriet\u00e0 esistente senza dispendio di mezzi ed energie<\/strong>, ma &#8211; dico io, eterna sostenitrice del \u201cnessuno regala mai niente e tutto in qualche modo si paga\u201d &#8211; si corre anche il rischio di <strong>confondere il proprio marchio o prodotto nella ressa<\/strong> di quanti stanno percorrendo lo stesso filone e alla fine l\u2019utente potrebbe fare confusione tra messaggi troppo simili e <strong>ricordare bene solo la matrice originale<\/strong>. Si otterrebbero quindi riscontri tipo: \u201clo spot, quello con i cavalieri Jedi\u201d o \u201cil post con i Pok\u00e9mon rari\u201d, risultati da cui trarrebbero beneficio reale non le tante aziende che hanno sfruttato il trampolino di lancio, ma l\u2019azienda che quel trampolino l\u2019ha costruito (con tutta la piscina e con il suo bel tornaconto).<\/p>\n<p>D\u2019altra parte anche osare troppo, soprattutto in questi ultimi anni dominati purtroppo dall\u2019incertezza e da una sovraesposizione mediatica alla violenza, non si \u00e8 rivelata una buona idea, si pensi ad esempio ai tanti casi recenti di campagne pubblicitarie con immagini forti, considerate offensive e violente al punto da portare a vere e proprie <strong>azioni di boicottaggio<\/strong> nei confronti dell\u2019azienda rappresentata.<\/p>\n<blockquote><p>Meglio stupire o rassicurare dunque?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n<p>C\u2019\u00e8 ancora un passaggio importante, secondo me, da sviscerare prima di rispondere, ed <strong>\u00e8 il ruolo dei social network anche nella percezione e nella condivisione dei messaggi pubblicitari<\/strong>, siano essi social o televisivi o cartacei.<br \/>\nGli utenti ora pi\u00f9 che mai non sono meri spettatori, ma sono diventati <strong>critici e attori<\/strong> con infinite possibilit\u00e0 di condividere il messaggio ricevuto, commentarlo e diffondere parodie e critiche fino a creare dei veri e propri <strong>meta-virali<\/strong> (passatemi il neologismo). Si pensi ad esempio al clamoroso flop della campagna promossa dal Ministero della Salute sul Fertility Day, stroncata in maniera definitiva soprattutto dal popolo della rete che non ha perdonato gli errori commessi da una comunicazione decisamente mal strutturata e si \u00e8 scatenato con critiche e parodie al punto da far sospendere l\u2019intera iniziativa.<\/p>\n<blockquote><p>Allora la buona comunicazione deve stupire o rassicurare?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p><\/blockquote>\n<p>Non vi dar\u00f2 una risposta, ma ben due che non si escludono a vicenda bens\u00ec si integrano:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Dipende<\/strong>: dipende dal target a cui ci si rivolge e sappiamo che ora pi\u00f9 che mai il target \u00e8 ricettivo e attivo; dipende dal momento storico, che va compreso nella sua totalit\u00e0 per evitare di essere boicottati perch\u00e9 troppo caustici ma anche perch\u00e9 troppo &#8220;piacioni&#8221;; dipende dal marchio e dal prodotto oggetto della comunicazione, per alcuni non \u00e8 mai idonea una comunicazione aggressiva mentre per altri \u00e8 meglio non adagiarsi sul conosciuto ma osare di pi\u00f9.<\/li>\n<li><strong>Cedere al compromesso<\/strong>: qualsiasi tipologia di comunicazione \u00e8 di per s\u00e9 imperfetta e incompleta, quindi il compromesso ne fa necessariamente parte. Fare i \u201cduri e puri\u201d quando si tratta di comunicare non \u00e8 mai una scelta vincente poich\u00e9 autoreferenzialit\u00e0 e incomprensioni sono dietro l\u2019angolo.<br \/>\n<strong>Rassicurare con creativit\u00e0 e simpatia cos\u00ec come stupire con rispetto e ironia<\/strong> quindi possono essere due strade da percorrere per far arrivare al meglio il nostro messaggio.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Una comunicazione infine, per risultare\u00a0davvero vincente, non deve mai essere a senso unico, ma sempre <strong>aperta al confronto<\/strong>, quindi, se vuoi lasciare un\u00a0tuo commento e prendere parte alla discussione sei il\/la benvenuto\/a.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Fiorella Sina<\/em><br \/>\n<em><a href=\"http:\/\/www.neamesa.it\" target=\"_blank\">Nea Mesa Comunicazione<\/a>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La domanda posta nel titolo mi frulla in testa gi\u00e0 da qualche tempo, tant\u2019\u00e8 che, documentandomi e riflettendoci su, ho messo insieme una serie di considerazioni in merito che mi piace condividere sul nostro blog. 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