{"id":1353,"date":"2018-10-22T09:42:58","date_gmt":"2018-10-22T07:42:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.neamesa.it\/blog\/?p=1353"},"modified":"2018-10-22T10:51:18","modified_gmt":"2018-10-22T08:51:18","slug":"dieci-motivi-per-cancellare-i-tuoi-account-social","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.neamesa.it\/blog\/dieci-motivi-per-cancellare-i-tuoi-account-social\/","title":{"rendered":"Dieci buoni motivi per cancellare subito i tuoi account social (o almeno diventare utenti consapevoli)"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.neamesa.it\/blog\/dieci-motivi-per-cancellare-i-tuoi-account-social\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-1354 size-full\" src=\"http:\/\/www.neamesa.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/dieci-motivi-per-cancellare-account-social.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"401\" srcset=\"http:\/\/www.neamesa.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/dieci-motivi-per-cancellare-account-social.png 300w, http:\/\/www.neamesa.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/dieci-motivi-per-cancellare-account-social-224x300.png 224w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>\u201c<em>Quando \u00e8 stato lanciato Facebook, le persone venivano da me e mi dicevano che non erano tipi da social media. Io rispondevo: \u2019Lo diventerete\u2019 [&#8230;] Non so se capivo davvero le conseguenze di ci\u00f2 che dicevo, per via degli effetti involontari di un network che raggiunge due miliardi di persone&#8230; Cambia letteralmente il tuo rapporto con la societ\u00e0, con gli altri [&#8230;] Dio solo sa cosa far\u00e0 al cervello dei nostri figli.<\/em>\u201d<br \/>\nSean Parker, fondatore di Napster e primo presidente di Facebook, in un discorso al National Constitution Center di Philadelphia nel 2017.<\/p>\n<p>Nel giugno di quest&#8217;anno \u00e8 uscito in Italia, edito dal Saggiatore, un breve saggio di <strong>Jaron Lanier<\/strong> (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Jaron_Lanier\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Jaron_Lanier<\/a>), dal titolo decisamente esplicito: &#8220;<em><strong>Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social<\/strong><\/em>&#8221; (<a href=\"https:\/\/www.ilsaggiatore.com\/libro\/dieci-ragioni-per-cancellare-subito-i-tuoi-account-social\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.ilsaggiatore.com\/libro\/dieci-ragioni-per-cancellare-subito-i-tuoi-account-social\/<\/a>).<!--more--><br \/>\nLanier \u00e8 &#8211; anche &#8211; un informatico. Uno di quegli informatici che vive e lavora proprio nel cuore del sistema di cui parla. Uno che ha lavorato, e lavora, per Google, Linkedin, Microsoft, che \u00e8 riconosciuto come uno dei pionieri della VR, la realt\u00e0 virtuale. Questo saggio esce dopo altre due sue opere, <em>&#8220;La dignit\u00e0 ai tempi di internet<\/em>&#8221; &#8211; in cui affronta i temi della disoccupazione provocata dalla diffusione di Internet &#8211; e &#8220;<em>Tu non sei un gadget<\/em>&#8221; critica alla fede ottimistica nell&#8217;intelligenza collettiva delle folle che agiscono in rete.<br \/>\nA differenza di molti esperti dell&#8217;ultima ora l&#8217;autore sa bene di cosa parla. Non \u00e8 un nostalgico dei &#8220;bei vecchi tempi&#8221; e nemmeno un luddista, non vuole &#8220;distruggere le macchine&#8221;. La sua critica al modello di business (I social media non vogliono che tu abbia una dignit\u00e0 economica) e di societ\u00e0 che questa &#8220;<strong>algoritmocrazia<\/strong>&#8221; sta imponendo a buona parte dell&#8217;umanit\u00e0 ha radici solide e le sue argomentazioni meritano di essere approfondite e discusse.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Dieci ragioni per cancellare subito i tuoi account social<\/em>&#8221; \u00e8, pi\u00f9 che un saggio, un vero e proprio &#8220;pamphlet&#8221;. Nella miglior tradizione di questo genere letterario Lanier non usa mezzi termini e ci &#8220;va gi\u00f9 duro&#8221;. Basta elencare i dieci buoni motivi per rendersene conto:<\/p>\n<ol>\n<li>Stai perdendo la libert\u00e0 di scelta;<\/li>\n<li>Abbandonare i social media \u00e8 il modo pi\u00f9 mirato per resistere alla follia dei nostri tempi;<\/li>\n<li>I social media ti stanno facendo diventare uno stronzo;<\/li>\n<li>I social media stanno minando la verit\u00e0;<\/li>\n<li>I social media tolgono significato a quello che dici;<\/li>\n<li>I social media stanno distruggendo la tua capacit\u00e0 di provare empatia;<\/li>\n<li>I social media ti rendono infelice;<\/li>\n<li>I social media non vogliono che tu abbia una dignit\u00e0 economica;<\/li>\n<li>I social media stanno rendendo la politica impossibile;<\/li>\n<li>I social media (ti) odiano (nel profondo del)l&#8217;anima.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il meccanismo descritto da Lanier \u00e8 crudele. <strong>L&#8217;algoritmo \u00e8 il padrone.<\/strong> Gli utenti social i cagnolini ammaestrati che regalano aspettative, sentimenti, preferenze o idiosincrasie in cambio di contenuti accuratamente scelti tra quelli vicini alle proprie aspettative e alla propria visione della vita.<br \/>\nLanier chiama tutto questo &#8220;<strong>BUMMER<\/strong>&#8220;, acronimo di <em>Behaviours of Users Modified, and Made into an Empire for Rent<\/em>, ovvero \u201cil comportamento degli utenti, modificato e trasformato in un impero in affitto\u201d, tradotto nella versione italiana in <strong>FREGATURA<\/strong> (\u201cFornire ai Re dell\u2019Economia Globale Annunci che Trasformano gli Utenti Ridotti in Algoritmi\u201d).<\/p>\n<p>BUMMER non permette di scegliere tra pi\u00f9 possibilit\u00e0 nettamente differenti, come nella vita reale. Presenta solo scelte in cui tutto \u00e8 stato &#8220;tagliato e cucito su misura&#8221; con l&#8217;effetto, subdolo quanto pericoloso, di perdere un po&#8217; alla volta e senza accorgersene ogni libert\u00e0 di scelta, in un \u201c<em>sistema di gratificazione a breve termine di like e di feedback, guidato dalla dopamina, che sta distruggendo il modo normale in cui la societ\u00e0 funziona<\/em>&#8221; (La definizione \u00e8 di Chamath Palihapitiya, ex vicepresidente di Facebook. Intervista alla Business School di Stanford, 2017).<\/p>\n<p>Vale la pena di leggere questo testo. Nonostante quanto possa evocare la sintesi di questo post non vi \u00e8 alcun tono apocalittico. Lanier non invoca crociate contro Facebook o Twitter o Google. Punta piuttosto a risvegliare la consapevolezza su cosa stiamo usando e soprattutto su come e quanto siamo usati quando ci colleghiamo a un account social.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il mondo si divide fra cani e gatti &#8211; dice l&#8217;autore in una spiritosa introduzione &#8211; tra chi \u00e8 obbediente e chi \u00e8 autonomo: \u201c<em>Questo libro spiega come diventare gatti. Come restare autonomi in un mondo in cui siamo costantemente sorvegliati e sollecitati da algoritmi gestiti dalle pi\u00f9 ricche corporation della storia, la cui unica fonte di guadagno consiste nel farsi pagare per manipolare il nostro comportamento<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>Fabio Bosso<\/em><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.neamesa.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Nea Mesa Comunicazione<\/em><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cQuando \u00e8 stato lanciato Facebook, le persone venivano da me e mi dicevano che non erano tipi da social media. 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